giugno 27, 2016 News Nessun commento

È stato un incontro di visione quello organizzato il 16 giugno a Milano da IED – Istituto Europeo di Design – in occasione di Envisioning Forum. Sono stati tracciati gli scenari futuri, da qui ai prossimi anni, delle aree digital, brand e design, sicuramente tra i settori più discussi e mutevoli dell’ambito comunicazione.

Viviamo in un contesto di comunicazione moderna dove vi è ormai massima integrazione tra le discipline. Design, management, marketing sono territori sempre più connessi e contaminati, perciò bisogna imparare a ragionare in modo non soltanto creativo, ma anche strategico e connettivo. Tecnologia e innovazione stanno viaggiando a ritmi sempre più elevati, molti oggetti di uso comune si arricchiranno di tecnologie fino a qualche anno fa ritenute futuristiche e non è facile, in questo mondo che viaggia ad una velocità crescente, comprendere quello che ci sarà domani. Come sarà il mondo da qui a 10 o 30 anni è un esercizio teorico, affascinate, però certamente di non facile realizzazione, proprio perché si parla di qualcosa che non si riesce ancora a toccare. Sicuramente, internet e i social network hanno rivoluzionato il concetto stesso di comunicazione, non tanto dal punto di vista tecnologico ma, paradossalmente, da quello umano è più intimamente personale. Imparando ad ascoltare, prima, ed entrando nelle conversazioni poi, internet è proprio questo: voglia di sperimentare, di costruire, di partecipare. I brand devono imparare ad essere meno brand è più umani, meno vicini al loro target è più vicini alle persone.

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Proprio per questo, uno dei trend sicuramente crescenti nei prossimi anni è l’instant messaging. Whatsapp, Telegram, Line, Facebook Messenger, diventeranno sempre più delle piattaforme sulle quali costruire esperienze. Già oggi Messenger si sta trasformando da una pura chat ad un’opportunità per alcuni brand per entrare nelle conversazioni con i clienti. In via sperimentale, con la compagnia aerea KLM è possibile ricevere per messaggio la conferma del volo, ricevere promemoria per il check-in, ottenere gli aggiornamenti, accedere alla carta di imbarco e avere risposte dal servizio clienti, tutto via Facebook Messenger.
Un’esperienza end to end sempre più ricca, si passerà da logiche che possono essere di call center o sito web a conversazioni.

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Il secondo trend sono i Live Video. Non parliamo più di un 30 secondi ma di un qualcosa di interattivo. Si fa un gran parlare di Facebook Live ultimamente, il perché è presto detto. Con la funzionalità “Live”, Facebook ha acquisito le caratteristiche di YouTube come la viralità dei contenuti pubblicati e la capacità di conversazione degli utenti (così come i video sono live, anche i commenti sono real time), inoltre, può sfruttare le possibilità di tracciamento e targeting degli Insight. Video a 360° e realtà virtuale fanno parte di quell’esperienza video che non è più di un utente passivo ai contenuti, ma di un’interattività sempre più coinvolgente ed emozionale.

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Per concludere, vorrei dire che il futuro ci riserva sempre più tecnologia, ma proprio per questo, la tecnologia sarà sempre più vicina alle emozioni umane, perché nessuno viene conquistato da un algoritmo. Faremo comunicazione in maniera sempre più tecnologia e sempre più smetteremo di parlare alla parte razionale dei consumatori, avvicinandoci per parlare alle emozioni. Per parlare alle emozioni un brand però ha bisogno di essere credibile ed avere dei valori.
Non parliamo più di advertising ma di goodvertising, ovvero la comunicazione che non solo migliora le vendite di prodotti e servizi, ma cerca anche di migliorare la vita delle persone. Ci vogliono campagne integrate, che facciano perno su messaggi etici, centrate su insight universali declinati in modo singolare, di modo che possano essere condivise dalle persone.

Noi saremo sempre più tecnologici e la tecnologia sempre più umana.

 

Ecco qui un esempio di goodvertising di Vodafone Turkey, che ha vinto lo scorso anno a Cannes il Grand Prix nella sezione Media.

Written by Fabrizio Di Rosa