novembre 23, 2016 SEM/Media Nessun commento

Il 7/8 Novembre 2016 a Milano c’è stata la prima edizione del nuovo formato dell’SMX, l’SMXL, dove a fianco dei keynote (8 quest’anno) e alle classi di SEO e SEA, è stata aggiunta una classe di Social Media.
Ovviamente per il mio lavoro è stato tutto oro che cola. Ricordate? Io sono quello che passa le giornate davanti a Google e Facebook

Sono state giornate molto intense ed interessanti, con relatori internazionali (su tutti Avinash Kaushik, Digital Marketing Evangelist in Google) e approfondimenti su diversi argomenti. Io mi sono focalizzato sulle classi SEO che, come al solito, partono dal tecnicismo più fine,  fino ad arrivare ad affrontare delle tematiche legate alle strategie più in generale.
Essendo impossibile poter riassumere tutto quello che è stato detto e tutti gli argomenti affrontati, ho deciso di lasciarvi le 3 dritte che ho trovato più interessanti nell’SMXL Milano 2016. Le prime due riguardano novità fondamentali del mondo Google, la terza è più strategica

Il Mobile-First Index

Hands of businessman using a mobile phone and keyboard
Questa è una novità talmente recente che è ancora in fase di test da parte di Google. A quanto pare a Mountain View stanno effettuando test su piccola scala, ma l’annuncio è del 4 Novembre 2016: il motore di ricerca più utilizzato al mondo sta passando al Mobile-first indexing.
Questo vuol dire che i contenuti mobile di una pagina web verranno indicizzati prima di quelli desktop; questa è una conseguenza logica del sorpasso delle ricerche da mobile rispetto a quelle da desktop, avvenuta già verso la fine del 2015 in tutto il mondo e -qualche mese prima- negli States.
Due le conseguenza primarie:

  • Siti Mobile (m.miosito.it)

Come avete inserito il vostro contenuto all’interno del sito mobile? É tutto quello inserito nella versione desktop? In ogni caso preparatevi ad utilizzare nella maniera corretta il Rel Alternate o il Tag Canonical dal sito Mobile alla pagina corrispondente del sito desktop

  • Sito non ottimizzato per il Mobile

Ancora? No dai non scherzate… Siete in ritardo di almeno un anno (ad essere buoni), ho paura che sia da rivedere in toto la vostra strategia digital!

Aggiornamento Penguin

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il 23 Settembre 2016 c’è stata la più importante novità sull’algoritmo Google Penguin. Google ha infatti annunciato che il noto pinguino entrava a far parte del core dell’algoritmo Google, invece di essere un algoritmo a parte come fino all’ultimo aggiornamento (risalente addirittura a oltre due anni fa).
Sinceramente non conoscevo Piersante Panaghel, lo speaker che ha approfondito questo argomento, ma vi assicuro che da dopo l’SMXL, oltre a conoscerlo, ho iniziato a seguirlo attentamente.
Ma torniamo a noi: cosa cambia dopo questo importante annuncio di BigG?
Diciamo che sono due i cambiamenti principali

  • Penguin è Real-Time

Dal nuovo aggiornamento, non sarà più necessario attendere il nuovo update dell’algoritmo per uscire dalla penalizzazione, ma dovrebbe essere sufficiente una pulizia del profilo di link sporchi per uscirne in tempo reale.

  • Penguin colpirà anche le singole pagine

Il termine usato direttamente da Google è stato “more granular“. Dopo qualche domanda ed approfondimento è stato valutato che significasse che Penguin non colpirà più per forza l’intero sito, ma lavorerà anche sul ranking delle singole pagine che ricevono link non puliti.

Per spiegare tutto meglio, mi è piaciuto molto un paragone fatto da Piersante: Google cerca pattern sporchi, non link, cioè cerca ladri, non cerca furti; non ti colpisce se trova con un tozzo di pane rubato alla drogheria del paese, ma se ti trova con il passamontagna davanti ad una banca.

See-think-Do-Care

blank flowchart, timeline or business diagram - crumpled sticky notes and white chalk drawing on blackboard

Proprio nel keynote che ho preferito il “Digital Marketing Evangelist” citato sopra ha effettuato un bellissimo intervento che si può riassumere in maniera molto semplice

L’intento dell’azienda dev’essere uguale all’intento dell’utente

E allora state molto attenti a valutare canali (e parole chiave) e obiettivi in base al momento di acquisto dell’utente:
SEE
L’utente è alla ricerca di un determinato prodotto che possa soddisfare il suo bisogno, in questa fase non è necessario esaltare il proprio prodotto, ma esserci di fronte a una ricerca da parte dell’utente.
Adwords search, Facebook se B2C, SEO possono essere i canali, mentre non è il momento giusto per tartassarlo di promozioni o proposte.
THINK
Tartassatelo adesso.
Il vostro potenziale cliente sta cercando e comparando i vari prodotti/servizi alla ricerca del dettaglio che lo convinca nel momento successivo.
E’ il momento delle informazioni, seguirlo dove potrebbe navigare (Adwords Display ad esempio?), mandargli messaggi con i plus dei tuoi prodotti (Facebook per click al sito?).
DO
Chiaramente il momento clou per chiudere la vendita. i canali si dividono a seconda della tipologia di prodotto/servizio venduto. Bisogna essere incisivi e creare CTA (Call to Action) chiare e immediate.
Remarketing di coloro che avete catturato nella fase Think, Adwords Shopping, offerte nei diversi canali possibili a seconda della tipologia di prodotto/servizio, landing page chiare e semplici (avete mai sentito parlare del test dei 5 secondi?).
Insomma non concentratevi sui dettagli e sulle informazioni: dovete chiudere una vendita.
CARE
Awareness, CRM, fidelizzazione, valutazioni, raccolta newsletter…
Devo aggiungere altro? Se si contattatemi che facciamo due chiacchiere e magari un preventivo!
Sono stati molti altri gli interventi interessanti, come la parte del linking e del “rumore” esterno, la migrazione e gli attori lunatici del processo di acquisto. Ma per ora mi fermo qui.

Written by Davide Lusiani